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Archetipo Del Mese

L'ARCHETIPO DEL RE
ottobre
2020
Marco Tesi

Direzione, comunità, abbondanza ma soprattutto presenza.

Come la nostra direzione ed il nostro scopo si relaziona con l’esterno? Come la nostra luce si riflette nel mondo esterno e duale?

Il Re funge esattamente da perno, da fulcro, da conduttore tra mondo interno ed esterno, tra il singolo ed il collettivo, tra visione e scopo.

In questo senso il Re prende la visione del Mago, la missione del Guerriero, l’essenza dell’Amante e funge da direttore; il Re è il direttore d’orchestra, il Re prende la decisione, la quale affiora dalla sua intrinseca capacità di vivere il momento presente.

Nel vivere il presente il Re non solo dirige, ma si comporta essenzialmente come un sovrano che ascolta le parti, un narratore onnisciente in grado di far luce non solo al proprio interno ma anche in ciò che lo circonda.

Il Re ci parla di scopo collettivo, di modo che la comunità possa beneficiare della sua presenza, del suo scopo; detto ciò, questo archetipo si avvicina molto alla figura del Grande Padre, entrambi infatti supportano e coadiuvano la comunità verso il raggiungimento di scopi ed obiettivi comuni.

Il Re è una guida che fornisce una casa sicura, non solo per sé ma anche per tutti i protagonisti che di fatto si trovano immersi nella sua realtà. Un leader, non un dittatore.

Proprio quì risiede un’ombra del Re, nel suo narcisistico bisogno di potere, di controllo e di dominazione sopra gli altri; in questo spettro vive il Re che non riconosce nessun’altro all’infuori di sé, nemmeno i propri figli. Vivendo nella paura di perdere il potere non riconosce mai la verità altrui, si porta avanti nella credenza che la vulnerabilità è sinonimo di debolezza. È un tiranno e l’ego di questo uomo corre completamente senza controllo.

Dall’altro lato si trova invece un Re che fatica enormemente a prendere decisioni, un Re che non mostra la sua vera potenza per paura di assumersi la responsabilità per le proprie decisioni. Questo Re sarà circondato da un Mago che giudica, da un Guerriero che crea conflitti e da un’Amante che ignora la propria realtà. Alla fine possiamo dire che vive nella paura di ferire se stesso e gli altri quando si trova a manifestare il proprio potere.

Possiamo vedere bene come queste parti s’intersecano in una comune e percepita mancanza di presenza. Entrambe le ombre parlano inoltre della mancanza di un femminile ricettivo ed aperto.

Della mancanza di un lavoro introspettivo, tramite cui l’uomo può accedere alla sua parte femminile, la quale permette l’intima conoscenza del sé.

Infine, il nostro Re nel compimento del suo scopo collettivo parla e chiede alla nostra Regina, che esattamente come esso vive all’interno di noi.