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Archetipo del Mese

Il Mago
ottobre
2021
Marco Tesi

Il Mago ha il potere di trasformare la realtà cambiando Coscienza. Il Sovrano si assume la responsabilità del ruolo simbiotico che ha con il proprio regno, il Mago cura il Sovrano ferito.
La tradizione andina definisce la magia come la capacità di cambiare coscienza a volontà; andando a comprendere tutte le tecniche di espansione della coscienza e dello sviluppo psichico. Essenziale in ciò è il comando:
“Chiedere e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.”

Il Mago è un guaritore, e guarisce con la propria essenza; affermare il proprio potere personale e la propria vocazione ha come risultato il tipo di Magia più elementare: noi ci trasformiamo e cresciamo, e nel processo arricchiamo il mondo.
Il Mago ci chiama a mettere ordine al nostro interno, è consapevole della sua relazione con il tutto, è consapevole del proprio campo magnetico e di come esso attira le esperienze, le quali si combinano con la nostra realtà interiore.

Il Mago ci conduce ad un senso di relazione con il tutto, ed alla comprensione che ciò che è dentro di noi contiene tutto ciò che è al nostro esterno. Il livello di coscienza, le nostre vibrazioni hanno il potere di provocare la guarigione, e via via questa onda si ripercuote sugli altri e sulla realtà circostante.

Questo implica la nostra disponibilità di viaggiare in un altro mondo, al di là della comune coscienza quotidiana, per entrare in stati alterati dove possiamo accedere al nostro inconscio ed a parti ombra; iniziando cosi a creare movimenti su quel piano che di fatto andranno a creare ed influenzare la nostra realtà circostante (come già abbiamo visto nell’archetipo del creatore).
Il Mago è pienamente consapevole quando entra in questi piani di realtà, creando coscientemente interazioni con questo reame subconscio; un esempio è quello del sogno lucido, come dei rituali di guarigione. Cambiare coscienza a volontà.

Accedendo a questi stati molte persone possono aprirsi alla conoscenza di cose che non sapevano poter conoscere. Accesso al subconscio per scoprire che li ci sono informazioni che razionalmente non possiamo accedere, da quì la nostra capacità di trasformare, soprattutto ciò che non è più d’aiuto al nostro regno.

 
Come trasformare? Il Mago ha il potere di nominare, è infatti il modo in cui definiamo ciò che ci accade che determina la nostra esperienza di vita. Il mago ci aiuta a trovare il racconto che denota fedelmente, ma soprattutto che nobilità la nostra vita.

Ogni volta che denominiamo per sminuire noi stessi o gli altri facciano magia nera, e questa è la prima ombra del mago. Potere di nominare è il potere di rimodellare in un certo senso; difficile questo in una società che nutre spesso l’impulso a prendercela con noi stessi ed a vederci come malati, goffi, inetti ecc ecc.

Tuttavia la nostra capacità di nominare, di trasformare, è correlata alla nostra capacità di sentire fino in fondo. Cosicchè anche il più grande dolore non diventi forma di attaccamento ma strumento per elargire compassione e profondo rispetto di sé. Al fine che quel dolore non si manifesti in un blocco della nostra vitalità.

Il Mago ombra per cui si manifesta come colui che nega il proprio potere interiore che gli permette di trasformare se stesso, infatti quanto meno neghiamo a noi stessi il nostro potere e tanto più rischiamo di essere posseduti da questa energia nella forma ombra e di usarla inconsapevolmente a fini di male. Un esempio sarà a quel punto privare gli altri del proprio nome e quindi sminuire il potere altrui; oppure di essere segretamente contenti per i dispiaceri altrui.

Il Potere non vuole essere rinnegato. E forse il potere più trasformativo del mago è quello di guarire attraverso il perdono di se stessi e degli altri.

Il Sovrano
settembre
2021
Marco Tesi

Nessuno può diventare un leader senza prima aver intrapreso il viaggio, ed il viaggio viene spesso considerato una sorta di preparazione al comando. Al tempo spesso diventiamo sovrani assumendoci piena responsabilità della nostra vita - non solo della nostra realtà interiore ma anche del modo in cui tale realtà si riflette all’esterno.

Il Sovrano è simbolo di completezza e del raggiungimento del Sé. Il Sovrano è intero in quanto unifica il sapere della giovinezza a quello dell’età matura tenendoli in un bilanciato dinamismo. Quando questo equilibrio si rompe occorre intraprendere un nuovo viaggio.

Il Sovrano abbraccia anche l’integrazione del maschile e del femminile dentro di noi, un sovrano androgino simbolo della trasformazione alchemica di tutte le parti all’interno di noi, comprese luci ed ombre.

Quando il Sovrano è integrato ed in azione non abbiamo paura di riconoscere che il nostro regno ci riflette. Per cui se il nostro viene continuamente attaccato ed invaso significa che il nostro Guerriero non protegge confini. Se il nostro regno è respingente ed ostile è perchè il nostro Angelo Custode è assopito. Viceversa quando il regno fiorisce è sinonimo d’integrità interiore.

Il Sovrano ha la virtù di agire sul piano fisico, deve essere capace a vivere con il mondo cosi com’è senza permettersi di avere illusioni, nemmeno sul proprio conto. Responsabilità allo stesso modo non vuol dire che dobbiamo sentirci colpevoli, bensí integrare il fatto che abbiamo il potere di prendere iniziativa.

È un archetipo di cui molti ne hanno paura, e quì arriva la prima ombra del Sovrano, lasciare che siano gli altri a prendere le decisioni della nostra sorte per noi.
La capacità di discernimento nel processo di prendere decisioni è fondamentale per un Sovrano, così dal non cascare in decisioni prese sulla base di esigenze e capricci del nostro Io. Il Sovrano chiede un elevazione, ed una permanente consultazione con lo Spirito così che le nostre decisioni riflettono la nostra coscienza più intima e profonda. Saremo noi i primi a vivere diversamente e ciò creerà un effetto onda che influenzerà il regno intorno a noi.

Il Sovrano governa e mantiene, è un leader che si identifica nel bene della comunità armonizzando i desideri e le aspirazioni personali con quelle degli altri. Nel decidere contempla anche il più vasto bene sociale.

Ed ecco la seconda ombra del Sovrano; ovvero quando sentiamo un bisogno estremo di controllare noi stessi e gli altri, nella completa incapacità di affidarsi al processo. Vogliamo controllo per amore del potere, del prestigio, dell’accrescimento personale anziché la manifestazione del regno che gratinerebbe a livello profondo. A quel punto il Sovrano diventa Tiranno.
Tratti che emergono in ognuno quando non troviamo un equilibrio armonico tra godimento della vita e la disciplina necessaria per portare a termine il servizio; tra i nostri bisogni ed i bisogno degli altri.

Tutti noi siamo arrivati al punto di manifestare il nostro potere, e tutti noi abbiamo vissuto la tentazione che alle volte questo potere cela; di usarlo solo per la glorificazione dell’Io.

Questo è molto importante, questo tipo di Sovrano ombra non si manifesta nella nostra vita perchè abbiamo troppo potere, bensì perchè non ne abbiamo affatto.

Il Sovrano è un leader senza bisogno di padroneggiare sugli altri, riconosce la propria umanità e riconosce che anche gli altri sono Sovrani. Sperimenta l’abbandono, e questo potere trasforma il dolore in luce; a questo punto queste persone ottengono il potere e la capacità di trasmetterlo ad altri al di là di desideri narcisistici.